I mid-roll di Facebook uccideranno definitivamente il video content marketing?

I mid-roll di Facebook uccideranno definitivamente il video content marketing?

Idee

L’annunciata prossima mossa di Facebook, ovvero l’introduzione della pubblicità come mid-roll  all’interno dei video pubblicati sul social network stesso e delle stories organiche di Instagram, ci dice molto sulle intenzioni di Zuckerberg, e di conseguenza su come potrebbe cambiare nei prossimi mesi lo scenario del content marketing basato su video.

L’introduzione dei mid-roll ads infatti sembrerebbe basata su un paio di caratteristiche importanti: un sistema di revenue-sharing, che premierebbe i creatori professionali di contenuti video (editori, publisher), e l’impossibilità di evitarne l’inserimento, che penalizzerebbe definitivamente le piccole e medie imprese che vorrebbero sfruttare il contenuto video in ottica di conversazione quotidiana con la propria community.

In pratica il semplice messaggio è questo: o sei media puro, o non lo sei affatto. Se sei un editore, vieni a pubblicare tanti video perché ci puoi fare un po’ di soldi. Se sei un azienda, vieni a investire caricando i tuoi video ads, perché verranno spammati in tutti i video che vengono guardati dalle persone che vuoi raggiungere. Se sei un’azienda che vuol fare content marketing, Facebook diventa sempre di più un posto veramente molto stretto.

Quali soluzioni? È evidente già da tempo che tornare ad investire su siti di proprietà (le cosiddette properties)  non è più rimandabile. Per investimento si intende soprattutto creatività e idee nuove: sempre di più lo sforzo sui social dovrà essere concentrato sulla cattura dei potenziali interessati ai nostri prodotti e servizi per portarli in casa nostra, dove i visitatori dovranno trovare un ambiente sempre più accogliente, originale, e ricco di ottimi contenuti e ottime ragioni per restar lì e per tornarci. E il video non potrà che essere centrale. Ma senza interruzioni pubblicitarie :-)

(L’immagine è di joethegoatfarmer su licenza CC BY.)

#YouCanVideo: 3 passi per impostare una semplice strategia di video marketing

#YouCanVideo: 3 passi per impostare una semplice strategia di video marketing

youcanvideo

Realizzare video per promuovere la tua piccola impresa o attività freelance non è affatto semplice, se fai un altro mestiere. L’aspetto più difficile che devi affrontare non è la tecnica, è piuttosto la paura di un mezzo insidioso e non immediato, che richiede idee, tempo, e organizzazione. Preparare una produzione, specialmente con una certa continuità, è infatti molto complesso, e se non hai le idee chiare sui risultati che vuoi ottenere è molto probabile che mollerai a metà strada.

Come fare a chiarirsi le idee e creare le condizioni per iniziare a progettare una strategia di content marketing basata sui video?

Ho preparato un breve assessment in tre step, che ti consentirà di individuare in modo semplice da che parte cominciare. Vediamolo insieme:

Step 1: Puoi trovare nel tuo lavoro quotidiano un tipo di evento ricorrente che potrebbe essere interessante per chi ti segue?

Pensa alla tua attività, e alle situazioni che vivi praticandola quotidianamente. Scoprirai che ogni giorno avvengono piccoli e grandi eventi che, per chi ti segue, potrebbero essere molto più interessanti di chiacchiere teoriche o descrizioni commerciali un po’ vuote dei servizi che offri. Qualche esempio di evento? Se sei un artigiano, il racconto della produzione di un pezzo dall’inizio alla fine. Se sei un tour operator, la storia di un viaggio o di un escursione che hai organizzato. Se sei un pasticcere o uno chef, la realizzazione di una ricetta particolare o l’organizzazione di una serata speciale.

Step 2: Rifletti sulla regolarità di questi eventi: ne avvengono almeno uno ogni 10/15 giorni? 

La continuità è l’aspetto più importante. I video di cui stiamo parlando non sono spot che nascono e muoiono nel giro di qualche giorno, ma un insieme di momenti che rappresentano il racconto continuo della tua attività professionale. Se non riesci a garantire una certa regolarità, questo racconto non sarà continuo e perderà gran parte del suo valore.

Step 3: Ora cominciamo ad entrare in un terreno un po’ minato: pensi di riuscire a raccontare questi eventi mentre li stai vivendo con il tuo lavoro? 

Ad esempio: riesci già a fare diverse foto di ciò che fai mentre lavori? Oppure dei tweet, o dei post su facebook? Possiamo considerarla infatti una pre-condizione: se sei già allenato a questo tipo di attività, ti sarà molto più facile passare al video con lo stesso approccio. Naturalmente se hai accanto a te qualcuno che può aiutarti avrai meno difficoltà, ma con un po’ di pratica non è difficile fare anche da soli.

Se hai individuato una tipologia di evento ricorrente, che avviene con una cadenza massima di 10/15 giorni, e che ritieni di poter raccontare usando vari media mentre li stai vivendo con il tuo lavoro, hai già elaborato un primo significativo draft della tua strategia di content marketing basato su video. Naturalmente c’è ancora molto da fare, ma individuando un contenuto ricorrente e una propensione a raccontarlo hai già superato un ostacolo psicologico molto importante.

Nei prossimi post di #youcanvideo proveremo a trasformare questa bozza di progetto in una strategia vera e propria, individuando anche le tecniche più adatte per metterla in pratica.

(La foto è di Guernsey Sport in licenza CC B NC ND )

6 consigli per avviare un videoblog

6 consigli per avviare un videoblog

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Cos’è un videoblog? Il termine è nato nel 2000, e definisce un blog personale i cui post sono una sequenza di video anziché di testo o di foto. Oggi le piattaforme e le modalità di condivisione dei propri video sono molte e diverse, ma la natura dell’attività è rimasta la stessa: continuiamo a definire videoblog qualunque progetto personale, seriale e continuativo basato su video, pubblicato su una qualsiasi piattaforma sociale (blog, canale youtube, pagina facebook, tumblr blog).

Se sei un freelance, o hai una microimpresa, o sei un semplice appassionato di uno specifico argomento, il videoblog è una semplice e ottima soluzione per affermare la propria competenza su uno specifico tema, e per creare una community di appassionati e leali followers. A differenza del testo, un video consente infatti di creare un rapporto più diretto ed empatico con chi ci segue, consentendo nel tempo la costruzione di una relazione più solida e fruttuosa.

Avviare un videoblog non è difficile, basta uno smartphone con camera frontale o una telecamera economica con schermo LCD orientabile (che serve per vederti mentre ti stai riprendendo), ed uno spazio arredato gradevole e ben illuminato. Di questo parleremo approfonditamente nel corso del Digital Update del 14 Dicembre , ma vorrei intanto darti alcuni primi, piccoli consigli che possono consentirti di partire subito con il piede giusto, evitando errori comuni che potrebbero scoraggiarti. Vediamoli insieme.

1 – Identifica il tuo argomento

Sembra facile, ma non lo è. Trovare un argomento, e il tono di voce con cui trattarlo, è davvero l’aspetto più delicato e importante del tuo progetto di videoblogging. Certamente deve trattarsi di un argomento legato alla tua attività di freelance, o di piccolo imprenditore, o di consulente; ma è fondamentale che l’argomento sia piuttosto preciso, perché possa risaltare fra i tanti. È un po’ come le keyword di google che associ ai tuoi contenuti: più sono precise, e più sarà facile trovare proprio i tuoi. Ad esempio: Digital Marketing è un argomento specifico ma ancora molto ampio; Newsletter marketing invece è molto preciso, ed è possibile che tu sia fra i pochi ad occuparsene. È vero, da un lato si rischia di limitare eccessivamente la tua audience, ma allo stesso tempo sapremo che quella che abbiamo identificato sarà fortemente motivata, piuttosto leale, e a maggior potenzialità di crescita.

2 – Sii costante

Subito dopo aver scelto l’argomento, l’altro aspetto fondamentale è la continuità. Prima di partire con un progetto di videoblog, dobbiamo avere l’assoluta certezza di poter garantire un flusso di contenuti continuo e costante. Non c’è una formula magica per risolvere questo problema, ma posso provare a  darti qualche utile consiglio.

  1. Scegli un giorno da dedicare alla produzione dei tuoi video, e sfrutta la giornata per realizzarne più di uno. In questo modo avrai la sicurezza di avere sempre qualche contenuto messo da parte per quando avrai meno tempo
  2. Tieni una nota aperta in cui segnarti gli argomenti di cui parlare, che potrebbero venirti in mente in qualunque momento. In questo modo avrai un piccolo archivio a cui attingere quando sarai a corto di idee.
  3. Pianifica il più possibile, ad esempio mese per mese. Organizzare le idee e il lavoro in anticipo ti aiuta a tenere un buon ritmo.

3 – Diversifica le inquadrature

Normalmente un videoblog si basa sulla ripresa del tuo volto, un aspetto fondamentale per creare quella relazione empatica di cui parlavamo prima. Tuttavia, per quanto tu possa aver talento da showman, una ripresa continua del tuo volto per molti minuti potrebbe anche annoiare. È necessario e utile alternare con qualcosa di diverso, qualcosa di concreto da mostrare, che renda in pratica l’argomento di cui stai parlando. In questo modo avrai più strumenti per mantenere alta l’attenzione dei tuoi spettatori.

Alcuni esempi:

  1. Se parli di contenuti e servizi digitali, uno screencast potrebbe essere un ottima soluzione (alcuni esempi di software che puoi usare: Microsoft Expression Encoder, Apple Quicktime Player (solo Mac),Screencast-O-Matic)
  2. Se parli di prodotti che crei, puoi mostrare come vengono realizzati, o usati
  3. Qualsiasi sia l’argomento, utilizzare soluzioni grafiche anche semplici (es, filmare la tua mano che disegna, o che scrive parole chiave su una lavagna;) può essere di grande aiuto

Ti suggerisco di prepararti una scaletta molto precisa con la sequenza dei contenuti. In questo modo quando ti troverai ad assemblarli con un software di editing ti troverai molto avvantaggiato, visto che dovrai soltanto unire i pezzi.

Ne approfitto per segnalarti alcuni software economici o gratuiti per fare questo lavoro:

iOS o Mac: Imovie. Adobe Premiere Clip

Android: Cyberlink Power Director, Adobe Premiere Clip

Windows: Pinnacle Studio, Wondershare Filmora, Shotcut

4 – Attenzione all’audio!

Posso assicurarti che la maggior parte delle persone che seguiranno il tuo videoblog vorranno in primo luogo sentire bene cosa hai da dire. Il microfono in dotazione di smartphone o videocamere è generalmente di qualità medio bassa. La soluzione migliore è acquistarne uno aggiuntivo da collegare al tuo strumento di ripresa. Se stai usando uno smartphone, il mio consiglio è acquistare un microfono usb che ha il vantaggio di essere tutto digitale. Io mi trovo molto bene con il Samson Go Mic che ha anche una comoda clip che consente di fissarlo allo smartphone. Se invece stai usando una videocamera, ti consiglio l’ottimo Videomicro di Rode. Cerca di non essere troppo distante dal microfono quando parli, in questo modo eviterai fastidiosi echi.

Ricorda anche di utilizzare delle musiche di sottofondo: aiutano ad ammorbidire il tuo prodotto creando la giusta atmosfera. Non è facile trovare musica di qualità utilizzabile gratuitamente, ma in molti casi può essere sufficiente specificare l’autore dell’opera, soprattutto se non si fa del proprio video un utilizzo commerciale. Qui puoi trovare un’esaustiva lista di siti che forniscono musica gratuita o con licenza di attribuzione

5 – La stabilità è tutto

Qualunque sia lo strumento di ripresa che scegli, è fondamentale acquistare un buon cavalletto orientabile. Ad esempio questo AUKEY è un treppiede da tavolo economico e robusto, adatto per smartphone e telecamere. Puoi usarlo sia per riprendere il tuo volto mentre parli, sia per inquadrare un’attività che stai svolgendo.

6 – Invita e interagisci

Affinchè il tuo progetto abbia un senso, deve avere uno sviluppo nel tempo. Non basta creare e pubblicare qualche video e sperare che qualcuno li guardi. Naturalmente ci sono molte forme di promozione a pagamento su piattaforme come Facebook o Youtube, ma inizialmente conviene concentrare la tua attenzione sulla creazione di relazioni. Qualche esempio?

  1. Rispondi subito ed esaustivamente ai commenti e alle domande che gli spettatori dei tuoi video possono rivolgerti. Anche e soprattutto alle critiche negative!
  2. Partecipa a gruppi e forum di argomenti inerenti al tuo, fatti conoscere per le tue competenze proprio là dove si discute dei temi che ti appassionano o che sono il tuo lavoro. Vedrai che molti utenti di quei gruppi saranno curiosi di vedere cosa fai.
  3. Usa Twitter e il tuo profilo personale su Facebook per rilanciare i tuoi contenuti con continuità, e dialoga spesso sui contenuti altrui. È il modo migliore di creare relazioni durature e proficue per tutti.

 

(La foto è di Jim Makos, licenza CC BY-ND 2.0. La foto è tagliata, l’originale è qui.)

Perché il video 360° di Grand Central Terminal è il nuovo “Arrivo del treno“ dei Lumière

Perché il video 360° di Grand Central Terminal è il nuovo “Arrivo del treno“ dei Lumière

Tecnica e tecnologia

Quello che vedete qui di seguito (se non lo vedete dipende dai browser non ancora compatibili) è un video a 360 gradi pubblicato da Mark Zuckerberg sul suo profilo Facebook il 17 Maggio:

Si tratta di un normalissimo video a 360° come se ne sono già visti molti, ma per due ragioni è destinato a rappresentare una milestone fondamentale nell’evoluzione del video, come il famoso film dei Fratelli Lumière “L’arrivo di un treno alla stazione di La Ciotat” è stato per il cinema.

Quali sono le due ragioni?

La prima è banale, ma importante: si tratta della prima volta in cui non ci sono evidenti aberrazioni ottiche date dall’eccesso di grandangolo, un escamotage spesso utilizzato da videocamere 360° di qualità inferiore per poter inquadrare la porzione di realtà più ampia possibile. La qualità della ripresa è davvero stupefacente, e questo rappresenta un traguardo molto importante.

La seconda è meno evidente ma è decisiva: sia i piani di costruzione della videocamera, sia il software occorrente per gestire l’hardware e per ricreare la visuale a 360° a partire da più inquadrature di più lenti, verranno rilasciati in modalità open source questa estate su GitHub.

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Cosa significa questo? Sostanzialmente, a partire da Settembre, qualunque azienda hardware/software vorrà produrre questa camera (così com’è o migliorandone degli aspetti) potrà farlo liberamente senza alcun investimento in ricerca e sviluppo, investendo esclusivamente nella produzione in senso stretto. La risultante di questo passaggio è che il prezzo di queste videocamere scenderà sensibilmente (realizzare questo prototipo senza linee industriali oggi costa circa 30.000 dollari), e vedremo diffondersi molto rapidamente sul mercato lo standard definito da Facebook, e ottimizzato per la sua piattaforma (che — lo ricordo — comprende il rivoluzionario sistema Oculus).

La nascita di questa videocamera 360° — e la prima demo pubblicata — rappresentano quindi la celebrazione della nascita del primo, completo ecosistema per la produzione, distribuzione e fruizione di contenuti video a 360°, destinato probabilmente a inglobare tutti i player che vorranno accostarsi a questo mondo: produttori di hardware e software, produttori di contenuti, creatori di servizi connessi.

Dio è morto, Marx pure, e anche i video orizzontali stanno perdendo colpi

Dio è morto, Marx pure, e anche i video orizzontali stanno perdendo colpi

Idee

(Originariamente pubblicato su Medium)

Se fino a qualche mese fa tu fossi venuto da me a magnificarmi i video verticali, nella migliore delle ipotesi ti avrei tolto il saluto, la peggiore non la vuoi sapere. Ora invece non solo sono possibilista, ma potrei addirittura diventarne un convinto advocate. Perché? Non sono diventato matto, il punto è che stanno cambiando i contenitori (e qualcuno se n’è accorto da tempo).

Fino a poco tempo fa, online trovavi solo ed esclusivamente player video orizzontali, perchè questa era la convenzione di un video di qualità, visto che tv, cinema e schermi di computer sono orizzontali. I player video (ovvero i rettangoli neri dentro cui gira un video con i suoi controlli, e li possiamo chiamiare scatole) seguivano questa convenzione, e se lo scemo del villaggio girava un video in formato portrait (quindi verticale) se lo ritrovava incastrato in una scatola orizzontale, quindi con visibili fasce nere a destra e sinistra.

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Il fatto è che questa cosa delle fasce nere sopra e sotto o a destra e sinistra non è che sia mai stata ben capita. L’obiezione (di chi guardava film 16:9 sul tv 4:3, o guarda film in cinemascope su tv 16:9, o guarda video verticali inseriti in scatole orizzontali) è sempre stata: “ma non si potrebbero levare quelle fasce nere?”. Pensa ad un oggetto messo in una scatola di forma diversa: levare le fasce nere è come dire “leva gli spazi lasciati vuoti dall’oggetto nella scatola”. Non si può, è evidente che non si può. Il problema si risolve solo scegliendo una scatola della stessa forma dell’oggetto, o un oggetto della stessa forma della scatola. Sembra banale ma è un concetto apparentemente difficile, soprattutto per chi ha come unico device di utilizzo uno smartphone.

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A un certo punto, Youtube prima e Facebook dopo si son detti: ma chi lo ha detto che devo mettere il video verticale dentro la scatola orizzontale disturbando un certo numero di persone? Faccio così, almeno per chi usa uno smartphone il video verticale lo vediamo in modo nativo. Bum, fine dei video verticali incastrati in scatole orizzontali su smartphone. Però come risolvere il problema della diversa scatola fra schermo di computer e schermo di smartphone? Qualche editore illuminato, sfruttando anche l’hype di Instagram, inventa formati quadrati. E funzionano.

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Ma c’è di molto più: il fenomeno Snapchat, ampiamente radicato fra i teenagers e recentemente scoperto anche dagli over 30, stravolge completamente la tradizionale fruizione da timeline dei contenuti, concentrando tutto sulla navigazione di contenuti verticali fullscreen.Miliardi di video condivisi ogni giorno con questa app (prodotti da utenti comuni, da brand, o dai content partner) sono tutti verticali. E funzionano? La maggior parte delle persone si trova benissimo con questi formati, perché sono perfetti per gli smartphone, e gli advertisers sono felici perchè gli spazi sono interamente sfruttati. Quindi si, funzionano. Sarà il caso di porsi il problema?

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Il punto è che il video orizzontale non è più obbligatorio, il video sta uscendo dalle scatole che lo contenevano e sta diventando una materia fluida esattamente come le immagini. Le proporzioni del video sono diventate una variabile creativa, e da qui non si torna più indietro.

Video: Faccio da solo o mi faccio aiutare? Level #2: Ho un’idea e mi affido all’esterno per svilupparla

Video: Faccio da solo o mi faccio aiutare? Level #2: Ho un’idea e mi affido all’esterno per svilupparla

Idee

Ultimamente ti capita sempre più spesso di trovare online video realizzati da aziende tue competitor, o che semplicemente ricadono nel tuo radar. Guardi questi video volentieri, e pensi spesso a come potresti utilizzare questo mezzo anche per raccontare le storie della tua impresa.

Poi un bel giorno, mentre stai pensando a tutt’altro, finalmente ti viene un’idea. Pensi: si, voglio fare una serie di video basata su questa idea che ho avuto oggi. Fantastico, quindi? Da che parte cominci? In realtà non lo sai, e la ragione per cui non lo sai è che non è il tuo mestiere, visto che ne fai molto bene un altro, di mestiere. Peraltro non sei nemmeno una di quelle persone che si affidano al primo giovanotto con una telecamerina: le cose che vedi online sono fatte bene, moto ben curate, e tu non hai certo voglia di rovinare l’immagine della tua azienda agli occhi di clienti, fornitori e amici.

La prima idea che ti viene è rivolgerti all’agenzia che ti aiuta un po’ nella comunicazione. Sono persone di cui ti fidi abbastanza, sono molto creativi e sono un aiuto indispensabile per coltivare la tua piccola community di persone interessate a quello che fai. Ma potresti anche non avere un’agenzia di comunicazione che ti segue, e in questo caso potresti rivolgerti a un service video della tua zona, che produce video molto belli e di cui hai sentito parlare molto bene.

Bene, qualunque sia il caso, prima che tu proceda vorrei darti un consiglio. L’idea è fondamentale, e anche la parte tecnica ovviamente ha le sue complessità (è un mestiere), ma la parte più difficile è proprio in un territorio dalle dimensioni e dai confini poco definiti, situato normalmente fra l’illuminazione che ti arriva mentre stai facendo un’ordine ad un fornitore, e la pressione del tasto REC sulla videocamera.

Di solito questo territorio si chiama “progetto”.

Questo cosa vuol dire? Vuol dire che fai benissimo a confrontarti con la tua agenzia di comunicazione o con i tuoi collaboratori, ma solo se tra queste persone puoi trovare una figura che a me piace chiamare un “artigiano del video”, una persona che ne ha viste un bel po’, magari ha sbattuto la testa facendo qualche grosso errore, e con il tempo è arrivato a trovare il suo modo di sviluppare un “disegno” di quello che poi sarà il prodotto finito. Già, proprio come farebbe un qualsiasi artigiano con una scarpa di qualità, un componente meccanico, o un prodotto da forno. Non è detto che sia uno script

Quanto ti costa, mi chiedi? I professionisti che hanno esperienza si fanno pagare il giusto, e questo è abbastanza normale. Se pensi che sia molto, o addirittura troppo, rifletti su quanti soldi può farti risparmiare chi ha già fatto tanti sbagli e può guidarti nel non farne affatto. Guidarti, si, perché di solito queste persone non hanno soltanto esperienza nel loro mestiere, hanno anche un po’ di esperienza di vita, e questo può aiutarti a trovare anche quella “risonanza emotiva” senza la quale è difficile collaborare con chiunque, figuriamoci con qualcuno che dovrebbe aiutarti a raccontare le tue storie.

Video: Faccio da solo o mi faccio aiutare? Level #1: mi affido completamente all’esterno

Video: Faccio da solo o mi faccio aiutare? Level #1: mi affido completamente all’esterno

Idee

Stai pensando seriamente ad avviare una strategia di marketing basata sui video, ma sei completamente a digiuno delle peculiarità e delle potenzialità di questo mezzo, e magari hai anche le idee molto confuse su come i video potrebbe diventare uno strumento di coinvolgimento efficace. Bene, sei al livello 1 del nostro percorso orizzontale che porta dall’affidarsi completamente al fare interamente da sé.

Se ti ritrovi in questa breve descrizione, hai quindi due strade davanti a te.

  1. Ti metti a leggere, a studiare, a cercare di capire, fino al momento in cui avrai un’ìilluminazione o le idee abbastanza chiare per confrontarti con un’agenzia o un professionista “ad armi pari”
  2. Ti affidi ad una persona che conosci, che possa aiutarti a capire quali sono gli elementi di forza da valorizzare, e quali possono essere le storie interessanti da raccontare, ma che sappia di cosa si sta parlando.

Se decidi di intraprendere la prima strada, il consiglio principale che ti diamo è anche il più semplice: vai a cercare i tuoi competitor in rete (in Italia, ma anche – se non soprattutto – all’estero), e guarda con attenzione se e come usano i video. Guarda i commenti sui social, guarda le date di caricamento dei video, cerca di farti un’idea se ciò che stanno facendo ha un senso, o se pensi che stiano sbagliando (nel caso, chiediti perchè). A volte basta una serata tranquilla, un po’ di concentrazione, un po’ di appunti e qualche link salvato, per iniziare a capire quale potrebbe essere il tuo modo originale di raccontare brevi storie coinvolgenti e vere ambientate nel tuo mondo, quello della tua azienda e del tuo marchio. Ricorda che non stai cercando l’idea vincente per il video virale del secolo! Stai solo cercando un modo onesto e interessante di parlare di ciò che fai usando le immagini, alle persone a cui interessa o potrebbe interessare.

La seconda strada sembra più semplice, in realtà non è detto che lo sia. Ad esempio, non è scontato che tu debba confrontarti con un professionista che si occupa di comunicazione. Anzi, spesso è più facile avere buoni consigli da un caro amico, in grado di vedere la tua realtà imprenditoriale con altri occhi, ma con il tuo stesso amore.

In alcuni fortunati casi queste due figure coincidono, e questa persona a te vicina potrebbe essere dotata di skills ed esperienza utile ad aiutarti, fino alla realizzazione pratica della tua strategia basata sui video. In altri casi ti può capitare di incontrare un professionista con la giusta sensibilità e il desiderio di entrare in contatto con il tuo mondo, capirlo, voler creare una risonanza che gli consenta di esplorare strade creative assieme a te. Sono i professionisti migliori, quelli a cui puoi raccontare la tua storia davanti ad un bicchiere di vino sapendo di essere ascoltato.

Insomma, se parti da zero, non sai come si usa una telecamera, e non hai idea di cosa faresti anche se sapessi usarla, mettiti in ascolto, cerca un confronto con chi può ascoltare te, parla anche con i tuoi clienti, dipendenti, fornitori, e studia le mosse degli altri. Chissà, magari alla fine continuerai a non far video, ma avrai avuto comunque modo di arricchirti e di scoprire tante cose  che non sapevi, su di te e sulla tua azienda.

3 brand channel che funzionano su Youtube (uno è italiano)

3 brand channel che funzionano su Youtube (uno è italiano)

Case studies

Qual è l’idea che abbiamo di Youtube? Un grande contenitore dove è possibile trovare qualunque video o frammento di film ci possa interessare. Quasi sempre il risultato ci appaga, ed è questa la ragione per cui parliamo del secondo motore di ricerca al mondo con più di 1 miliardo di visitatori al mese. Ma Youtube non è soltanto “il posto dei video”, è anche un sito strutturato, che può contare su centinaia e centinaia di canali dedicati ad argomenti specifici o creati da aziende, canali a cui è possibile iscriversi per ricevere notifiche sui nuovi contenuti creati, e per avere un palinsesto personalizzato di contenuti da fruire. Ma attenzione, non si tratta di funzionalità per esperti, lo dimostra il gran numero di iscritti ai canali più disparati, non solo canali musicali, di gaming, di news, o di youtube stars (i più visitati in assoluto), ma anche canali creati da aziende o organizzazioni che quotidianamente producono contenuti interessanti per i propri utenti di riferimento. Questa modalità di fruizione, di rapporto costante e continuativo fra utenti e canali, è molto premiata da Youtube con riflessi nella ricerca dei video, e nella ricerca su Google, ed è quindi importantissimo non trascurarla. Purtroppo invece, ciò che accade troppo spesso è che le aziende preferiscano lasciarsi guidare da videomaker improvvisati o da registi molto bravi che però hanno scarsa dimestichezza con le dinamiche di rete, con il risultato di ritrovarsi ad avere un solo spot, e magari anche caricato in un canale non brandizzato o creato per l’occasione.

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Cos’è e come nasce Lazio Stories

Cos’è e come nasce Lazio Stories

Case studies

Ho scoperto il laboratorio di storytelling diffuso #LAZIOisME per caso, da un post su facebook di Roberta Milano che di questa idea è madrina e “stratega”: si trattava dell’invito a partecipare ad un incontro dove le persone coinvolte in questo gruppo di racconto polifonico del Lazio, all’interno del più ampio progetto Visit Lazio (voluto da Roberta e dalla grande passione e competenza del Direttore Generale del Turismo del Lazio, Gianni Bastianelli), avrebbero potuto confrontarsi su quanto già fatto, e proporre nuove idee. Ho deciso di andare, attratto dalla stima professionale che ho per Roberta, e dalla curiosità per un’iniziativa inconsueta per chi, romano come me, percepisce poco o per nulla la propria regione. Sono subito rimasto piacevolmente colpito dal clima di partecipazione e di voglia di fare, e anche dalla qualità dei contenuti espressi fino a quel momento: l’idea di raccontare la Regione Lazio da diversi punti di vista (geografici e umani) sfruttando i social media, con l’aiuto e la facilitazione di un catalizzatore/amplificatore istituzionale, funzionava, anche molto bene.

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