I mid-roll di Facebook uccideranno definitivamente il video content marketing?

I mid-roll di Facebook uccideranno definitivamente il video content marketing?

Idee

L’annunciata prossima mossa di Facebook, ovvero l’introduzione della pubblicità come mid-roll  all’interno dei video pubblicati sul social network stesso e delle stories organiche di Instagram, ci dice molto sulle intenzioni di Zuckerberg, e di conseguenza su come potrebbe cambiare nei prossimi mesi lo scenario del content marketing basato su video.

L’introduzione dei mid-roll ads infatti sembrerebbe basata su un paio di caratteristiche importanti: un sistema di revenue-sharing, che premierebbe i creatori professionali di contenuti video (editori, publisher), e l’impossibilità di evitarne l’inserimento, che penalizzerebbe definitivamente le piccole e medie imprese che vorrebbero sfruttare il contenuto video in ottica di conversazione quotidiana con la propria community.

In pratica il semplice messaggio è questo: o sei media puro, o non lo sei affatto. Se sei un editore, vieni a pubblicare tanti video perché ci puoi fare un po’ di soldi. Se sei un azienda, vieni a investire caricando i tuoi video ads, perché verranno spammati in tutti i video che vengono guardati dalle persone che vuoi raggiungere. Se sei un’azienda che vuol fare content marketing, Facebook diventa sempre di più un posto veramente molto stretto.

Quali soluzioni? È evidente già da tempo che tornare ad investire su siti di proprietà (le cosiddette properties)  non è più rimandabile. Per investimento si intende soprattutto creatività e idee nuove: sempre di più lo sforzo sui social dovrà essere concentrato sulla cattura dei potenziali interessati ai nostri prodotti e servizi per portarli in casa nostra, dove i visitatori dovranno trovare un ambiente sempre più accogliente, originale, e ricco di ottimi contenuti e ottime ragioni per restar lì e per tornarci. E il video non potrà che essere centrale. Ma senza interruzioni pubblicitarie :-)

(L’immagine è di joethegoatfarmer su licenza CC BY.)

Dio è morto, Marx pure, e anche i video orizzontali stanno perdendo colpi

Dio è morto, Marx pure, e anche i video orizzontali stanno perdendo colpi

Idee

(Originariamente pubblicato su Medium)

Se fino a qualche mese fa tu fossi venuto da me a magnificarmi i video verticali, nella migliore delle ipotesi ti avrei tolto il saluto, la peggiore non la vuoi sapere. Ora invece non solo sono possibilista, ma potrei addirittura diventarne un convinto advocate. Perché? Non sono diventato matto, il punto è che stanno cambiando i contenitori (e qualcuno se n’è accorto da tempo).

Fino a poco tempo fa, online trovavi solo ed esclusivamente player video orizzontali, perchè questa era la convenzione di un video di qualità, visto che tv, cinema e schermi di computer sono orizzontali. I player video (ovvero i rettangoli neri dentro cui gira un video con i suoi controlli, e li possiamo chiamiare scatole) seguivano questa convenzione, e se lo scemo del villaggio girava un video in formato portrait (quindi verticale) se lo ritrovava incastrato in una scatola orizzontale, quindi con visibili fasce nere a destra e sinistra.

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Il fatto è che questa cosa delle fasce nere sopra e sotto o a destra e sinistra non è che sia mai stata ben capita. L’obiezione (di chi guardava film 16:9 sul tv 4:3, o guarda film in cinemascope su tv 16:9, o guarda video verticali inseriti in scatole orizzontali) è sempre stata: “ma non si potrebbero levare quelle fasce nere?”. Pensa ad un oggetto messo in una scatola di forma diversa: levare le fasce nere è come dire “leva gli spazi lasciati vuoti dall’oggetto nella scatola”. Non si può, è evidente che non si può. Il problema si risolve solo scegliendo una scatola della stessa forma dell’oggetto, o un oggetto della stessa forma della scatola. Sembra banale ma è un concetto apparentemente difficile, soprattutto per chi ha come unico device di utilizzo uno smartphone.

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A un certo punto, Youtube prima e Facebook dopo si son detti: ma chi lo ha detto che devo mettere il video verticale dentro la scatola orizzontale disturbando un certo numero di persone? Faccio così, almeno per chi usa uno smartphone il video verticale lo vediamo in modo nativo. Bum, fine dei video verticali incastrati in scatole orizzontali su smartphone. Però come risolvere il problema della diversa scatola fra schermo di computer e schermo di smartphone? Qualche editore illuminato, sfruttando anche l’hype di Instagram, inventa formati quadrati. E funzionano.

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Ma c’è di molto più: il fenomeno Snapchat, ampiamente radicato fra i teenagers e recentemente scoperto anche dagli over 30, stravolge completamente la tradizionale fruizione da timeline dei contenuti, concentrando tutto sulla navigazione di contenuti verticali fullscreen.Miliardi di video condivisi ogni giorno con questa app (prodotti da utenti comuni, da brand, o dai content partner) sono tutti verticali. E funzionano? La maggior parte delle persone si trova benissimo con questi formati, perché sono perfetti per gli smartphone, e gli advertisers sono felici perchè gli spazi sono interamente sfruttati. Quindi si, funzionano. Sarà il caso di porsi il problema?

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Il punto è che il video orizzontale non è più obbligatorio, il video sta uscendo dalle scatole che lo contenevano e sta diventando una materia fluida esattamente come le immagini. Le proporzioni del video sono diventate una variabile creativa, e da qui non si torna più indietro.

Video: Faccio da solo o mi faccio aiutare? Level #2: Ho un’idea e mi affido all’esterno per svilupparla

Video: Faccio da solo o mi faccio aiutare? Level #2: Ho un’idea e mi affido all’esterno per svilupparla

Idee

Ultimamente ti capita sempre più spesso di trovare online video realizzati da aziende tue competitor, o che semplicemente ricadono nel tuo radar. Guardi questi video volentieri, e pensi spesso a come potresti utilizzare questo mezzo anche per raccontare le storie della tua impresa.

Poi un bel giorno, mentre stai pensando a tutt’altro, finalmente ti viene un’idea. Pensi: si, voglio fare una serie di video basata su questa idea che ho avuto oggi. Fantastico, quindi? Da che parte cominci? In realtà non lo sai, e la ragione per cui non lo sai è che non è il tuo mestiere, visto che ne fai molto bene un altro, di mestiere. Peraltro non sei nemmeno una di quelle persone che si affidano al primo giovanotto con una telecamerina: le cose che vedi online sono fatte bene, moto ben curate, e tu non hai certo voglia di rovinare l’immagine della tua azienda agli occhi di clienti, fornitori e amici.

La prima idea che ti viene è rivolgerti all’agenzia che ti aiuta un po’ nella comunicazione. Sono persone di cui ti fidi abbastanza, sono molto creativi e sono un aiuto indispensabile per coltivare la tua piccola community di persone interessate a quello che fai. Ma potresti anche non avere un’agenzia di comunicazione che ti segue, e in questo caso potresti rivolgerti a un service video della tua zona, che produce video molto belli e di cui hai sentito parlare molto bene.

Bene, qualunque sia il caso, prima che tu proceda vorrei darti un consiglio. L’idea è fondamentale, e anche la parte tecnica ovviamente ha le sue complessità (è un mestiere), ma la parte più difficile è proprio in un territorio dalle dimensioni e dai confini poco definiti, situato normalmente fra l’illuminazione che ti arriva mentre stai facendo un’ordine ad un fornitore, e la pressione del tasto REC sulla videocamera.

Di solito questo territorio si chiama “progetto”.

Questo cosa vuol dire? Vuol dire che fai benissimo a confrontarti con la tua agenzia di comunicazione o con i tuoi collaboratori, ma solo se tra queste persone puoi trovare una figura che a me piace chiamare un “artigiano del video”, una persona che ne ha viste un bel po’, magari ha sbattuto la testa facendo qualche grosso errore, e con il tempo è arrivato a trovare il suo modo di sviluppare un “disegno” di quello che poi sarà il prodotto finito. Già, proprio come farebbe un qualsiasi artigiano con una scarpa di qualità, un componente meccanico, o un prodotto da forno. Non è detto che sia uno script

Quanto ti costa, mi chiedi? I professionisti che hanno esperienza si fanno pagare il giusto, e questo è abbastanza normale. Se pensi che sia molto, o addirittura troppo, rifletti su quanti soldi può farti risparmiare chi ha già fatto tanti sbagli e può guidarti nel non farne affatto. Guidarti, si, perché di solito queste persone non hanno soltanto esperienza nel loro mestiere, hanno anche un po’ di esperienza di vita, e questo può aiutarti a trovare anche quella “risonanza emotiva” senza la quale è difficile collaborare con chiunque, figuriamoci con qualcuno che dovrebbe aiutarti a raccontare le tue storie.

Video: Faccio da solo o mi faccio aiutare? Level #1: mi affido completamente all’esterno

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Idee

Stai pensando seriamente ad avviare una strategia di marketing basata sui video, ma sei completamente a digiuno delle peculiarità e delle potenzialità di questo mezzo, e magari hai anche le idee molto confuse su come i video potrebbe diventare uno strumento di coinvolgimento efficace. Bene, sei al livello 1 del nostro percorso orizzontale che porta dall’affidarsi completamente al fare interamente da sé.

Se ti ritrovi in questa breve descrizione, hai quindi due strade davanti a te.

  1. Ti metti a leggere, a studiare, a cercare di capire, fino al momento in cui avrai un’ìilluminazione o le idee abbastanza chiare per confrontarti con un’agenzia o un professionista “ad armi pari”
  2. Ti affidi ad una persona che conosci, che possa aiutarti a capire quali sono gli elementi di forza da valorizzare, e quali possono essere le storie interessanti da raccontare, ma che sappia di cosa si sta parlando.

Se decidi di intraprendere la prima strada, il consiglio principale che ti diamo è anche il più semplice: vai a cercare i tuoi competitor in rete (in Italia, ma anche – se non soprattutto – all’estero), e guarda con attenzione se e come usano i video. Guarda i commenti sui social, guarda le date di caricamento dei video, cerca di farti un’idea se ciò che stanno facendo ha un senso, o se pensi che stiano sbagliando (nel caso, chiediti perchè). A volte basta una serata tranquilla, un po’ di concentrazione, un po’ di appunti e qualche link salvato, per iniziare a capire quale potrebbe essere il tuo modo originale di raccontare brevi storie coinvolgenti e vere ambientate nel tuo mondo, quello della tua azienda e del tuo marchio. Ricorda che non stai cercando l’idea vincente per il video virale del secolo! Stai solo cercando un modo onesto e interessante di parlare di ciò che fai usando le immagini, alle persone a cui interessa o potrebbe interessare.

La seconda strada sembra più semplice, in realtà non è detto che lo sia. Ad esempio, non è scontato che tu debba confrontarti con un professionista che si occupa di comunicazione. Anzi, spesso è più facile avere buoni consigli da un caro amico, in grado di vedere la tua realtà imprenditoriale con altri occhi, ma con il tuo stesso amore.

In alcuni fortunati casi queste due figure coincidono, e questa persona a te vicina potrebbe essere dotata di skills ed esperienza utile ad aiutarti, fino alla realizzazione pratica della tua strategia basata sui video. In altri casi ti può capitare di incontrare un professionista con la giusta sensibilità e il desiderio di entrare in contatto con il tuo mondo, capirlo, voler creare una risonanza che gli consenta di esplorare strade creative assieme a te. Sono i professionisti migliori, quelli a cui puoi raccontare la tua storia davanti ad un bicchiere di vino sapendo di essere ascoltato.

Insomma, se parti da zero, non sai come si usa una telecamera, e non hai idea di cosa faresti anche se sapessi usarla, mettiti in ascolto, cerca un confronto con chi può ascoltare te, parla anche con i tuoi clienti, dipendenti, fornitori, e studia le mosse degli altri. Chissà, magari alla fine continuerai a non far video, ma avrai avuto comunque modo di arricchirti e di scoprire tante cose  che non sapevi, su di te e sulla tua azienda.

Videomakers 2.0

Videomakers 2.0

Idee

Dal momento dell’uscita degli smartphone fino ad oggi con l’utilizzo sempre più frequente di action camera (tipo GoPro) e di app che preparano addirittura un decente montaggio, il mondo della ripresa video e dell’editing digitale è davvero alla portata di tutti. Inutile fare considerazioni sulla qualità e la quantità di apparecchi, né sulla sottile linea che ormai separa l’amatoriale dal professionale, ma spesso, quando mi è stato chiesto di fare delle riprese con il tablet o lo smartphone per mancanza di attrezzatura professionale, ho inizialmente reagito alla proposta con un ghigno ironico: “ma mi prendi in giro? A cosa ti serve la mia capacità professionale quando sono praticamente uguale a te senza il mio “attrezzo da lavoro”?

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